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Il video è uno dei prodotti della campagna di comunicazione 2008 nell’ ambito del Progetto Regionale “Per una strategia integrata di lotta alla ZanzaraTigre”.
Il video offre una panoramica completa sulla Zanzara Tigre, dalla sua origine e biologia, alla sua diffusione e alle modalità di difesa e prevenzione, con particolare enfasi sul ruolo attivo dei cittadini.
Aedes albopictus, comunemente nota come Zanzara Tigre, è un insetto di colore nero con caratteristiche striature bianche sul corpo. La Zanzara Tigre è attiva soprattutto nelle ore più fresche del mattino e del tardo pomeriggio e le sue punture sono molto fastidiose e irritanti. In Emilia Romagna nell’estate 2007 si è sviluppato un focolaio di Chikungunya, malattia dal decorso benigno caratterizzata da febbre alta e dolori articolari. Questo episodio ci fa capire che il problema è ora presente anche in Europa.
Originaria dell’Asia orientale, la Zanzara Tigre è oggi diffusa in molte Regioni del mondo, grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento. In Emilia-Romagna è arrivata a metà anni ’90, e, in poco più di un decennio, ha colonizzato quasi tutto il territorio. Diversi studi hanno ormai dimostrato che quando arriva in un luogo nuovo, la Zanzara Tigre inizia a colonizzarlo a macchia di leopardo, e cioè formando un piccolo numero di focolai sparsi in modo casuale. Negli anni successivi, però, la sua diffusione si fa più omogenea, a seconda delle caratteristiche ambientali del territorio stesso. Per compiere il suo ciclo, la Zanzara Tigre ha bisogno di piccole quantità d’acqua. E’ infatti capace di deporre le sue uova anche sopra il pelo dell’acqua. Basta poi che le uova rimangano sommerse per qualche giorno, anche in piccoli ristagni, per completare il ciclo e far nascere l’adulto. Nelle nostre città, la Zanzara Tigre si è ben adattata a vivere in molti ambienti, e depone le uova in ambienti ristretti e in piccoli contenitori. Particolarmente a rischio sono i tombini, pozzetti stradali e bocche di lupo, ma anche i sottovasi, gli annaffiatoi, i secchi, gli scoli e perfino i giochi dei bambini lasciati pieni di acqua all’aperto.
Il ciclo vitale della Zanzara Tigre si compone di quattro stadi:uova-larva-pupa-adulto. A partire da circa 60 ore dopo il pasto di sangue, le femmine depongono tra le 40 e le 80 uova, disponendole singolarmente appena sopra il livello dell’acqua. In estate dallo stadio di uovo fino allo sfarfallamento dell’adulto passano all’incirca 7-8 giorni; mentre in primavera e in autunno questo periodo può raggiungere anche i 15-20 giorni.
L’ovitrappola è uno strumento necessario a monitorare l’andamento delle popolazioni di zanzara. Consiste in un contenitore di plastica nero, al suo interno c’è una listella di masonite immersa per 3/4 in acqua.I dati raccolti periodicamente dal monitoraggio servono ad avere una stima della sua distribuzione sul territorio.
E’ necessario capire che i trattamenti contro le larve della Zanzara Tigre fatti dai Comuni non sono sufficienti, perché coprono solo un 20-30% dei siti a rischio di infestazione. Senza un coinvolgimento attivo dei cittadini è quindi impossibile riuscire a evitare che la zanzara si moltiplichi sfruttando tutti i posti adatti alla deposizione delle uova che può trovare in un terrazzo, un giardino o un cortile privato. Evitare i ristagni d’acqua e trattare regolarmente, dalla primavera all’autunno i siti a rischio con prodotti larvicidi facilmente reperibili, sono buone pratiche che dovrebbero essere attuate da tutti.
In Emilia-Romagna, nel corso dell'estate 2007, si è sviluppato un focolaio autoctono di Chikungunya, malattia causata da un virus che viene trasmesso dalle punture della zanzara tigre. A metà Agosto la Regione Emilia Romagna ha messo a punto un sistema di sorveglianza attivo, che ha coinvolto tutti i medici di base e gli ospedali. Questo ha fatto si che il virus, nel corso dell’epidemia sia rimasto localizzato principalmente nelle zone di Cervia, Cesena, Ravenna e Rimini. A novembre il Ministero della Salute ha ufficialmente dichiarato la Regione zona nuovamente indenne dal virus. Gli interventi di disinfestazione messi in atto dalle istituzioni locali, con il supporto della Regione, che ha stanziato un fondo di emergenza, si sono concentrati sull’eliminazione dei focolai di larve e degli adulti di zanzara.
Le misure più efficaci, anche per evitare un ritorno del virus, rimangono quelle preventive. Le attività  di prevenzione messe in atto dalle istituzioni non  bastano, è necessario  un coinvolgimento attivo dei cittadini. Sul sito www.zanzaratigreonline.it è possibile consultare il bollettino di allerta, basato sui dati del monitoraggio.
La Regione Emilia-Romagna si è impegnata in un  Progetto regionale sperimentale per una strategia di lotta integrata alla Zanzara Tigre. Solo uno sforzo coordinato tra istituzioni e cittadini può avere la meglio sulla Zanzara Tigre.
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