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 Evoluzione dell'epidemia di Chikungunya in Emilia-Romagna Minimize

L’epidemia di Chikungunya in Emilia-Romagna nel 2007 si è sviluppata inizialmente in 2 paesini della provincia di Ravenna: Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna. Lo sviluppo del focolaio epidemico nelle due frazioni è stato favorito dalla concomitanza di più fattori: l’alta densità della popolazione di Zanzara Tigre, le caratteristiche climatiche e ambientali, la presenza di una persona che aveva da poco contratto l’infezione all’estero in un Paese ove la malattia è presente.
Nel mese di settembre si sono originati 5 focolai secondari dell’epidemia a Cervia, Ravenna, Cesena, Rimini e Bologna. Mentre i primi 3 hanno evidenziato relazioni con il primo caso identificato con il focolaio primario, per i focolai secondari di Rimini e Bologna, invece, non si è riusciti a ricostruire la catena epidemiologica. L’ultimo caso di malattia si è manifestato il 28 settembre 2007.
In generale il rischio di contrarre malattie trasmesse da vettori è correlato a due fattori:
1. rischio di introduzione del virus con la presenza di una persona infettata e in fase di viremia;
2. rischio di trasmissione del virus attraverso insetti vettori competenti ed efficienti (intensità dell’infestazione, caratteristiche eto-biologiche, ecc.).
La presenza del virus Chikungunya in Emilia-Romagna è stata controllata attraverso una capillare campagna di disinfestazione della Zanzara Tigre, misura efficace per ridurre il rischio di diffusione della malattia. Al tempo stesso, un adeguato uso di misure di protezione personale, può ridurre il rischio di punture e quindi di infezione da Chikungunya.


 
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