Nell’ultimo decennio, la zanzara tigre ha colonizzato gran parte del territorio regionale. I primi rinvenimenti di zanzara tigre nella Regione Emilia-Romagna risalgono al 1994. Inizialmente i Comuni interessati dalla presenza della zanzara tigre sono stati una decina, ma nel decennio successivo Aedes albopictus ha coinvolto progressivamente tutte le città capoluogo e la maggior parte dei comuni di pianura e bassa collina di ogni Provincia. Ad oggi tutte le Province sono toccate dall’infestazione e solamente i Comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo ne risultano indenni. La necessità di contenere l’espandersi delle popolazioni di zanzara tigre ha reso necessaria l’ integrazione di più azioni che coinvolgono il Servizio sanitario regionale, le Amministrazioni pubbliche, i Dipartimenti di sanità pubblica e i singoli cittadini.Il Servizio sanitario regionale è tenuto a supportare le Amministrazioni pubbliche per la sorveglianza dell’infestazione, la programmazione degli interventi e le strategie di comunicazione e coinvolgimento dei singoli cittadini, gli Enti Locali sono coinvolti nella gestione della disinfestazione, e i cittadini devono collaborare attuando misure di prevenzione e i trattamenti adeguati nelle aree private. Gli operatori sanitari rappresentano un supporto importante per i Comuni che necessitano di competenze professionali in materia di educazione sanitaria e di lotta agli insetti nocivi per attuare in modo adeguato le proprie strategie di prevenzione e di gestione del problema. Il sostegno della Regione, d’altra parte, è determinante per coordinare le azioni sul territorio regionale e renderle quindi sinergiche. L’investimento che gli enti locali devono prevedere per attuare una buona sorveglianza delle infestazioni e per effettuare i trattamenti previsti e necessari per controllare il problema è infatti molto consistente. Per alcuni comuni, soprattutto quelli più piccoli, le risorse limitate rischiano così di limitare gli interventi trasformando queste zone in serbatoi attivi per la diffusione della infestazione di zanzara tigre anche in altre aree.
Dal 2005 l’Assessorato Politiche per la Salute sta promovendo e finanziando un progetto regionale di sorveglianza e lotta alla zanzara tigre per migliorare complessivamente la capacità di affrontare il problema posto dalla presenza di questo insetto, con l’obiettivo di:
- mettere a punto linee guida per un corretto approccio alla gestione della problematica, sia in termini di sorveglianza dell’infestazione, sia di lotta all’insetto
- promuovere strategie innovative per il controllo dell’infestazione
- incentivare la partecipazione dei cittadini per la gestione dei focolai in aree private.
Nel tempo il progetto regionale si è ampliato in termini di partecipazione. All’inizio quando era in fase sperimentale, era rivolto solo al territorio della Romagna, successivamente ha coinvolto tutti i Dipartimenti di sanità pubblica della Regione. Dal 2008, in seguito alle pressanti esigenze di controllo dell’infestazione conseguenti l’epidemia di febbre Chikungunya trasmessa da Zanzara Tigre nel 2007, il progetto è attuato in ambito locale da appositi gruppi di lavoro con la partecipazione di Comuni, Province, Ausl e Conferenze Territoriali Sociali e Sanitarie.
Nell’ambito delle attività promosse dal progetto regionale di sorveglianza e lotta alla zanzara tigre vi sono numerose azioni nate con l’obiettivo di supportare i Comuni nell’attività di disinfestazione. Nell’ambito del progetto regionale viene svolta anche un’ampia attività formativa: nel 2006 è stato realizzato un Convegno regionale, nel 2007 è stato realizzato il sito www.zanzaratigreonline.it , un depliant informativo e un video sulla vita e il comportamento di Aedes albopictus ,mentre nel 2008 sono stati organizzati più eventi di formazione dislocati sul territorio e rivolti ad operatori sanitari e al personale degli Enti Locali preposti all’organizzazione e alla gestione degli appalti di disinfestazione.
Il progetto regionale da poi supporto all’attività di ricerca su temi innovativi tra cui la tecnica di lotta biologica a Zanzara Tigre basata sul maschio sterile, nonché lo studio della competenza di questo insetto a trasmettere virus patogeni compresa la possibilità di mantenerne attivo il ciclo vitale attraverso al trasmissione trans-ovarica. Nel 2008 è stata promossa una campagna informativa, organizzata anche nel 2009, focalizzata sulle azioni che i singoli cittadini possono mettere in atto sia per contribuire ad abbassare il livello dell’infestazione sia per proteggersi dalle punture. Dal 2008 ad oggi in Regione è attivo un sistema di monitoraggio condotto con una metodologia standardizzata e criteri ben definiti in ogni fase del progetto:definizione del numero ottimale di ovitrappole da posizionare, modalità di posizionamento, gestione delle ovitrappole durante la stagione del monitoraggio, lettura delle listelle.