Nell’ultimo decennio, la zanzara tigre ha colonizzato gran parte del territorio regionale. I primi rinvenimenti di zanzara tigre nella Regione Emilia-Romagna risalgono al 1994. Inizialmente i Comuni interessati dalla presenza della zanzara tigre sono stati una decina, ma nel decennio successivo Aedes albopictus ha coinvolto progressivamente tutte le città capoluogo e la maggior parte dei comuni di pianura e bassa collina di ogni Provincia. Ad oggi tutte le Province sono toccate dall’infestazione e solamente i Comuni dell’Appennino emiliano-romagnolo ne risultano indenni.
La necessità di contenere l’espandersi delle popolazioni di zanzara tigre ha reso necessaria l’ integrazione di più azioni che coinvolgono il Servizio sanitario regionale, le Amministrazioni pubbliche, i Dipartimenti di sanità pubblica e i singoli cittadini.
Il Servizio sanitario regionale è tenuto a supportare le Amministrazioni pubbliche per la sorveglianza dell’infestazione, la programmazione degli interventi e le strategie di comunicazione e coinvolgimento dei singoli cittadini, gli Enti Locali sono coinvolti nella gestione della disinfestazione, e i cittadini devono collaborare attuando misure di prevenzione e i trattamenti adeguati nelle aree private. Gli operatori sanitari rappresentano un supporto importante per i Comuni che necessitano di competenze professionali in materia di educazione sanitaria e di lotta agli insetti nocivi per attuare in modo adeguato le proprie strategie di prevenzione e di gestione del problema. Il sostegno della Regione, d’altra parte, è determinante per coordinare le azioni sul territorio regionale e renderle quindi sinergiche.