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CASI IMPORTATI DI CHIKUNGUNYA, DENGUE e ZIKA IN EMILIA-ROMAGNA NEL 2016

Anche nel 2016 in Emilia-Romagna il Sistema di sorveglianza sanitaria ha intercettato casi di malattie trasmesse da zanzara tigre, rilevati in cittadini provenienti da paesi dove sono in corso epidemie di queste patologie. In particolare sono pervenute ai Dipartimenti di Sanità pubblica 143 segnalazioni totali di cui i casi sono stati: 29 di Dengue (24 confermati e 5 probabili), 4 di Chikungunya (2 confermati e 2 probabili) e 11 di Zika (9 confermati e 2 probabili). Tutti i casi sono stati georeferenziati mediante l’applicativo regionale WebGIS Geo-ztonline.it.

Nella tabella sottostante sono riportati tutti i casi importati del 2016 aggregati per provincia.

 

CASI UMANI IMPORTATI 2016

 

Province

CHIKV

DENV

ZIKV

TOTALE

Bologna

1

7

3

11

Forlì-Cesena

0

1

0

1

Ferrara

0

1

1

2

Modena

0

4

3

7

Piacenza

0

0

0

0

Parma

1

3

0

4

Ravenna

0

4

2

6

Reggio Emilia

1

5

1

7

Rimini

1

4

1

6

Totale

4

29

11

44

Tutti i casi sono stati georeferenziati mediante l’applicativo regionale GeoZTonline e nella mappa sotto riportata si può osservare la precisa localizzazione dei 44 casi del 2016.




Nel grafico successivo viene rappresentata la distribuzione mensile di questi casi, informazione strategica per la gestione degli interventi di disinfestazione previsti dal Piano regionale arbovirosi, dal momento che in Emilia-Romagna zanzara tigre è attiva generalmente da aprile a ottobre.



Attraverso il monitoraggio con ovitrappole si possono ottenere dati sulla densità di infestazione da zanzara tigre utili per produrre delle mappe di rischio di trasmissione delle diverse malattie. Nel grafico seguente viene rappresentato l’andamento del numero di Comuni che hanno superato la soglia epidemica per le tre malattie nel corso del periodo estivo.

Si nota che il periodo di maggiore rischio epidemico per Dengue e Zika virus è compreso tra fine luglio e inizio agosto. Chikungunya virus pur avendo valori di superamento soglia più elevati rispetto a Dengue e Zika è risultato a più basso rischio in quanto i casi importati e confermati del virus sono stati 4 e in mesi con più bassa densità del vettore tranne il caso di luglio. Infine tra l’8 e 21 Agosto e nella seconda metà di Settembre l’abbassamento delle temperature medie ha ridotto drasticamente il rischio epidemico in molti Comuni.

Seguendo le indicazioni del Piano regionale arbovirosi, nei 22 casi verificatisi in mesi in cui le zanzare sono attive, sono stati effettuati trattamenti larvicidi e adulticidi per il controllo del vettore Aedes albopictus nel raggio di 100 metri dal domicilio e/o da altri luoghi nei quali i pazienti hanno soggiornato durante il periodo di viremia.

Tutti gli altri casi rilevati dal sistema di sorveglianza non sono stati interessati dal piano di disinfestazione straordinaria o perché non confermati dal laboratorio o perché verificatisi al di fuori del periodo di attività stagionale del vettore.

I controlli sui trattamenti effettuati hanno evidenziato un buon livello di efficacia, infatti, confrontando l’area trattata (interna alla circonferenza di 100 metri di raggio dal caso confermato) con quella esterna al trattamento, si è osservata una riduzione delle zanzare adulte circolanti pari al 77,6%, una diminuzione dell’86,7% nell’ovideposizione nei tombini pubblici e del 40,7% nei tombini in aree private.

Si può affermare quindi che, anche nel 2016, lo sforzo complessivo messo in atto dal Servizio sanitario regionale e dai Comuni ha consentito di evitare che, a partire dai casi importati, si sviluppassero focolai epidemici.

 


A cura di:
  Gruppo di coordinamento tecnico regionale "lotta alla Zanzara Tigre" Data pubblicazione:  15/12/2016
 

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