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CASI IMPORTATI DI CHIKUNGUNYA, DENGUE E ZIKA IN EMILIA-ROMAGNA NEL 2017

Anche nel 2017, il Sistema regionale di sorveglianza delle malattie infettive (aggiornamento al giorno 16/11/2017) ha rilevato in Emilia-Romagna un certo numero di casi confermati o probabili di malattie trasmesse da zanzara tigre. In particolare, a fronte di 98 segnalazioni totali pervenute ai Dipartimenti di Sanità pubblica, sono stati rilevati 13 casi confermati di Dengue, 5 casi confermati e 5 probabili di Chikungunya, 9 casi confermati e 2 probabili di Zika virus.

Sono tutti casi importati, ovvero riferiti a cittadini che si sono esposti in Paesi esteri dove queste malattie sono endemiche, ad eccezione di 5 casi di Chikungunya in cittadini che si sono esposti in Lazio (2 casi) e in Calabria (3 casi), zone in cui questa estate si sono verificati focolai epidemici.

Nella tabella sottostante sono riportati tutti i casi confermati nel 2017 (aggiornamento al 16 novembre 2017) aggregati per provincia in base al domicilio e nel grafico a destra, l’andamento mensile in base alla data di segnalazione di ciascun caso.



Dal grafico si evidenzia che i mesi con maggior numero di casi sono Luglio, Agosto e Settembre che coincidono anche con i mesi a maggiore densità del vettore (Zanzara Tigre) in base ai dati forniti dal sistema di monitoraggio con ovitrappole (per saperne di più clicca QUI).

Tutti i casi importati sono stati georeferenziati mediante l’applicativo Geo-ZTonline.it (Articolo. Albieri et al 2017, Poster. Albieri et al 2017) e nella mappa sotto riportata, si può osservare la localizzazione dei 33 casi confermati e/o probabili rilevati nel 2017.

La maggior parte dei casi (70%) si concentra nei maggiori centri abitati in particolare nelle città di Bologna, Reggio Emilia e Parma.

Per stimare il rischio epidemico nei 10 Comuni monitorati tramite ovitrappole è stato utilizzato un modello R0 (Basic Reproduction Number) sviluppato ad-hoc dal gruppo tecnico regionale (Carrieri et al 2012) per ciascun virus trasmesso dalla Zanzara Tigre. Si precisa che quando R0 è maggiore di 1, in caso di presenza del virus, può svilupparsi un focolaio epidemico e la probabilità di questo evento sarà più elevata tanto maggiore sarà il valore di R0.

Di seguito, in grafico, viene riportato l’andamento di R0 nella stagione estiva 2017, calcolato come dato medio regionale per i 4 virus sotto osservazione; in tabella invece si dà evidenza del valore medio di R0 calcolato per ciascun Comune tra luglio e settembre.


Per quanto riguarda il virus Chikungunya mutato - CHIKMV (il virus responsabile dell’epidemia del 2007 in Romagna) si ha un R0>1, e quindi un rischio epidemico maggiore, da fine Maggio a metà Settembre con un picco molto alto nella prima metà di Agosto; per Chikungunya non mutato (CHIK) e Dengue (DEN) il valore di R0 è maggiore di 1 per un numero di settimane inferiore e per Zika virus (ZIKA) il rischio epidemico si concentra nei mesi di Luglio e Agosto.

In base alle indicazioni del Piano regionale di sorveglianza sanitaria delle arbovirosi, in 22 casi sono stati effettuati trattamenti larvicidi e adulticidi per il controllo del vettore Aedes albopictus nel raggio di 100 metri dal domicilio e/o da altri luoghi nei quali i pazienti hanno soggiornato durante il periodo di viremia.

Tutti gli altri casi segnalati non sono stati trattati o perché non confermati dal laboratorio o perché verificatisi al di fuori del periodo di attività stagionale di Aedes albopictus.

La “Task Force” entomologica regionale ha effettuato controlli sui trattamenti di disinfestazione straordinaria effettuati, in attuazione del piano arbovirosi, nell’intorno casi confermati; questi controlli hanno evidenziato una buona efficacia dei trattamenti effettuati: confrontando tra area trattata (interna alla circonferenza di 100 metri di raggio dal caso confermato) ed area esterna al trattamento, si è rilevata una riduzione dei focolai larvali pari al 90%; solo in 3 casi è stato rilevato un abbattimento non ottimale degli adulti di zanzara tigre ed è stato richiesto che i trattamenti fossero ripetuti. Nel corso dei controlli sono stati catturati esemplari di femmine adulte di zanzara tigre inviate poi ad analisi di ricerca virologica; nessuna è risultata positiva ad arbovirus.

Si può affermare quindi che, anche nel 2017, lo sforzo complessivo messo in atto dal Servizio sanitario regionale e dai Comuni ha consentito di evitare che, a partire dai casi importati, si sviluppassero focolai epidemici.


A cura di:
  Gruppo di coordinamento regionale
Data pubblicazione:  20/11/2017
 

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