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Casi importati di Chikungunya e Dengue in Emilia-Romagna da gennaio a luglio 2019

Dall’inizio dell’anno il sistema regionale di sorveglianza delle malattie infettive (aggiornamento al 29/07/2019) ha rilevato in Emilia-Romagna un certo numero di casi confermati o probabili di malattie trasmesse da Zanzara Tigre.

In particolare, a fronte di 37 segnalazioni totali pervenute ai Dipartimenti di Sanità pubblica dall’inizio dell’anno, sono stati rilevati 24 casi di Dengue (18 confermati e 6 probabili), 2 casi di Chikungunya (1 confermato e 1 probabile). Non è stato registrato alcun caso di infezione da Zika virus.

Sono tutti casi importati, ovvero riferiti a cittadini che hanno viaggiato in Paesi esteri dove queste malattie sono endemiche.

Nella tabella sottostante sono riportati tutti i casi confermati aggregati per provincia in base al domicilio.

Secondo le indicazioni del Piano Regionale di Sorveglianza e Controllo delle Arbovirosi, nel periodo di massima attività di Zanzara Tigre (1 maggio – 31 ottobre 2019), alla segnalazione di un caso sospetto viene attivato il protocollo straordinario di disinfestazione in modo da ridurre al minimo il rischio che insorga un focolaio epidemico. Da inizio anno, in 7 casi, sono stati effettuati trattamenti larvicidi e adulticidi per il controllo di Zanzara Tigre nel raggio di 100 metri dal domicilio e/o da altri luoghi nei quali i pazienti hanno soggiornato durante il periodo di viremia.

Tutti gli altri casi segnalati (30) non sono stati trattati in quanto è pervenuta, entro 24 ore, la conferma di “non caso” da parte del laboratorio oppure perché verificatisi al di fuori del periodo di attività stagionale di Zanzara Tigre. Così come per un caso registrato a maggio, sul quale non si è ritenuta opportuna l’attivazione del protocollo data la bassa densità del vettore in quel periodo. Infatti, le prolungate basse temperature che hanno caratterizzato la primavera di quest’anno hanno ritardato la stagione di proliferazione delle zanzare.

Nel grafico sottostante l’andamento mensile dei casi umani importati in base alla data di segnalazione.

Si può affermare, pertanto, che lo sforzo complessivo messo in atto, fino ad ora, dal Servizio sanitario regionale e dai Comuni ha consentito di minimizzare il rischio di sviluppo di focolai epidemici a partire dai casi importati.


A cura di:
  Gruppo di coordinamento regionale
Data pubblicazione:  30/07/2019
 

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