Nell’ambito del Progetto regionale, il Dipartimento di Sanità Pubblica della AUSL di Cesena ha svolto, nel corso del 2005, uno studio per definire la soglia di molestia a carico della popolazione residente nelle città di Ravenna, Forlì, Rimini e Cesena, attraverso una serie di interviste a un campione di 998 persone.
Lo studio aveva lo scopo di orientare la lotta alla zanzara tigre combinando i dati ricavati dal monitoraggio con ovitrappole con i parametri meteorologici e le percezioni della popolazione. L’indagine non ha però permesso di individuare una ‘soglia di molestia’ al di sotto della quale non sia necessario trattare, perché non si è trovata una buona correlazione tra il disagio segnalato dai cittadini e i parametri tecnico-scientifici che descrivono l’infestazione, ossia. Gli intervistati hanno infatti segnalato uno stato di malessere generale riferito all’andamento del problema zanzare ma non legato a un momento specifico, tanto che il disagio è stato segnalato come rilevante anche in condizioni di bassa infestazione. Tuttavia, i dati raccolti hanno consentito di evidenziare che la percezione del disagio è legata non solo alle condizioni ambientali ma anche al contesto sociale in cui vivono le persone intervistate. In particolare, si è notato che in contesti dove il problema è amplificato, grazie al passaparola e al fatto che se ne parla molto nello stesso vicinato, la percezione del disagio è maggiore che non in quei contesti dove le persone, per età, professioni e stili di vita, tendono a non socializzare molto con altri vicini di casa le proprie percezioni.
I risultati indicano che un numero sostenuto di persone definisce il problema dell’infestazione zanzara tigre come “elevato/elevatissimo” nelle città di Cesena, Ravenna e Forlì. In queste tre città, la maggior parte degli intervistati possiede un giardino o vive ai primi piani, quindi quelli più facilmente raggiunti dalle zanzare. La maggior parte delle persone coinvolte nello studio (96 su 250 a Cesena; 112 su 250 a Ravenna e 110 su 250 a Forlì) dichiarano addirittura di essere stati obbligati a cambiare il loro utilizzo degli spazi verdi. Per il 3,3% degli intervistati, il problema delle punture è stato tale da doversi rivolgersi al Pronto Soccorso, il 5,7% ha consultato il proprio medico e il 2,4% il farmacista.
Diversa la percezione nella città di Rimini, profondamente differente per motivi architettonici e per stili di vita della popolazione. Qui infatti sono pochi gli intervistati che possiedono un giardino, le abitazioni sono principalmente di tipo condominiale e solo 52 intervistati su 248 dichiarano di aver mutato le proprie abitudini per ciò che concerne l’utilizzo dei giardini.
In generale, però, l’atteggiamento più comune osservato nella popolazione, è stato quello di un certo grado di rassegnazione al problema e di una totale sfiducia nella capacità del singolo di affrontarlo. Le interviste hanno permesso anche di appurare che le conoscenze della popolazione in merito alle abitudini della zanzara tigre sono scarse: molte persone, ad esempio, ritengono che le uova siano deposte tra gli alberi non rendendosi conto che invece il proprio terrazzo può essere un sito a rischio.
Consulta lo studio “Definizione di una soglia di molestia: relazione tra grado di infestazione, disagio percepito e andamento meteoclimatico” di Claudio Venturelli, Silvia Mascali Zeo, Valeria Altamura e Patrizia Vitali.