ARBOVIRUS
 ARBOVIRUS Riduci

Le zanzare, così come altri artropodi ematofagi, possono infettarsi con microrganismi patogeni nell’atto di assumere il pasto di sangue da un ospite infetto e trasmettere il patogeno stesso all’ospite del pasto di sangue successivo.

È in questo modo che si mantengono in natura una varietà di agenti causali di malattie quali malaria, filariosi linfatica, dengue e arbovirus in genere.

Fortunatamente, perché il ciclo di trasmissione avvenga sono necessari diversi requisiti biologici e fisiologici, conquistati dal patogeno nel corso dell’evoluzione. Una faccenda molto complicata, se pensiamo al solo problema di dover essere in grado di vivere e possibilmente svilupparsi in due ambienti completamente diversi come il corpo di una zanzara e quello di un umano.






 Lo sviluppo di un'epidemia da arbovirus dipende da:

  • presenza del vettore in un territorio e densità e diffusione dell’infestazione
  • azioni e abitudini di vita della popolazione (impegno a collaborare alla riduzione dei focolai di sviluppo larvale; utilizzo dei mezzi di protezione individuale contro le punture degli insetti... )
  • attività di disinfestazione promosse dal settore pubblico

 



ZIKA VIRUS

La malattia da virus Zika (ZIKV), causata da un virus appartenente al genere Flavivirus, famiglia Flaviviridae, è una arbovirosi, che nella maggior parte dei casi decorre in maniera del tutto asintomatica. Nel resto dei casi provoca una malattia febbrile lieve con esantema maculo-papuloso. I principali vettori del virus Zika sono le zanzare del genere Aedes, ma è stata descritta anche la trasmissione sessuale, verticale (madre-figlio) e parenterale (anche se, per quest’ultima non ci sono dati sufficienti a supportare l’evidenza) della malattia. Prima del 2007, è stata documentata la circolazione del virus e notificato un numero limitato di focolai in Africa tropicale e in alcune zone del Sud-Est asiatico. Dal 2007, i focolai sono stati notificati in diverse isole del Pacifico. Nel 2015, per la prima volta, sono stati segnalati in Sud America focolai di malattia da virus Zika. La malattia da virus Zika è attualmente considerata una malattia infettiva emergente. 

Non esiste profilassi, trattamento o vaccino per proteggersi dall’infezione da virus Zika. Pertanto, si deve raccomandare di adottare misure di prevenzione personale per evitare le punture di zanzara.

Il periodo di incubazione non è ancora stato chiarito ma probabilmente varia tra 3 e 14 giorni dopo la puntura di una zanzara infetta.

  •  La maggior parte delle infezioni rimane asintomatica
  • I sintomi della patologia sono generalmente lievi e la malattia di solito è caratterizzata da una malattia febbrile di breve durata e auto-limitante che può durare 2-7 giorni, senza complicazioni gravi, senza decessi correlati e con un basso tasso di ospedalizzazione.
  • I principali sintomi sono: esantema maculo papuloso, febbre, dolori articolari, affaticamento, congiuntivite non purulenta/iperemia congiuntivale, mialgia e cefalea. L’esantema maculo papuloso spesso inizia sul viso e successivamente si diffonde a tutto il corpo. Meno frequentemente, sono presenti dolore retro-orbitale e sintomi gastro-intestinali.

Ae. aegypti è stata identificata come vettore di ZIKV in Asia nel 1969 (Marchette et al. 1969). La competenza vettoriale di Ae. aegypti è stata poi confermata in uno studio condotto a Singapore indicando la lunghezza del ciclo estrinseco in 5 giorni (Li et al. 2012).

Nella Polinesia Francese e in Nuova Caledonia, a partire dall’ottobre 2013 si è registrata una grande epidemia di ZIKV con decine di migliaia di casi. In questa epidemia i vettori incriminati sono stati Ae. aegypti e Ae. polynesiensis (ECDC 2014).

Ae. albopictus è stata confermata come vettore competente in prove di laboratorio condotte recentemente a Singapore (Wong et al. 2013).

ECDC nei suoi rapporti su ZIKV indica come vettori dell’epidemia in atto in Centro-Sud America sia Ae. aegypti che Ae. albopictus, sottolineando il rischio di trasmissione locale nelle zone europee dove è presente Ae. albopictus (ECDC 2015a; 2015b).

Può essere utile rimarcare che considerata l’alta l’incidenza di casi asintomatici (circa l’80% delle infezioni) ed essendo la sintomatologia nell’uomo spesso più lieve di Dengue e Chikungunya, la rilevazione dei casi importati può risultare più difficile da parte del sistema sanitario, potendosi così determinare un rischio maggiore di avvio di trasmissione locale durante i mesi estivi, quando la densità di popolazione di Ae. albopictus è elevata.

Non ci sono dati a carico del possibile ruolo vettoriale di specie di zanzare autoctone, se si esclude Ae. vittatus, rilevata infetta in Africa, che essendo da noi specie rara non dovrebbe costituire un problema.

Da Repubblica (31/01/2016) si apprende che l’Istituto Osvaldo Cruz in Brasile sta indagando la possibilità che anche Culex (specie non precisata ma dovrebbe trattarsi della molto diffusa Cx. quinquefasciatus) possa essere in grado di trasmettere ZIKV.



CHIKUNGUNYA VIRUS

La Chikungunya (CHIKV) è una malattia di origine virale, causata da un virus della famiglia delle Togaviridae, trasmessa tramite la puntura di zanzara. Bacino endemico della malattia sono diverse zone tropicali dell’Asia e dell’Africa.

Nelle ultime settimane di agosto 2007, la Chikungunya è stata notificata anche in alcune località dell’Emilia-Romagna, in particolare nella provincia di Ravenna. L’epidemia ha causato 247 ammalati ed è stata dichiarata conclusa dal Ministero della Salute nel Novembre 2007.

Sintomi e quadro clinico
La Chikungunya è una malattia tropicale, che in molte zone convive con la Dengue. Data una certa somiglianza dei sintomi, non è sempre facile distinguere le due malattie.
Dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifestano sintomi simili a quelli dell’influenza, con febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti dolori articolari (da cui deriva il nome chikungunya, che in lingua swahili significa "ciò che curva" o "contorce"), tali da limitare molto i movimenti dei pazienti che quindi tendono a rimanere assolutamente immobili e assumere posizioni che consentano di non sentire il dolore. In alcuni casi, si può sviluppare anche eruzione cutanea pruriginosa. Il tutto si risolve spontaneamente, in genere in pochi giorni, anche se i dolori articolari possono persistere anche per molti mesi.

Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (anche se non così gravi come nella Dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini.

In rarissimi casi la Chikungunya può essere fatale, più che altro in soggetti anziani che presentano già altre patologie di base.

Vettori e agente responsabile
Un importante vettore dell’infezione virale è Aedes albopictus, comunemente chiamata Zanzara Tigre, presente anche nei centri abitati del nostro paese. Aedes aegypti è un'altra specie vettore della diffusione di questo virus nelle zone endemiche.

Diagnosi
Nel dipartimento Malattie infettive, parassitarie e immunomediate (Mipi) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) è attivo un Centro di riferimento dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) per la ricerca sugli arbovirus e sulle febbri emorragiche virali. Una delle attività del centro è effettuare diagnosi nei casi sospetti di malattie da virus trasmessi da artropodi e da roditori, sia importate sia autoctone.
Le più importanti malattie di importazione prese in considerazione sono: Dengue, Chikungunya, febbre gialla, West Nile, encefalite giapponese e quelle causate da hantavirus. I metodi diagnostici sono sierologici e molecolari.

Prevenzione e consigli per i viaggiatori
La prevenzione della malattia consiste innanzitutto nell'evitare o ridurre al minimo le punture delle zanzare. Sarà utile quindi per coloro che intendano recarsi in zone epidemiche seguire le precauzioni generali per difendersi dalle punture delle zanzare:

  •   reti alle finestre o zanzariere nelle stanze in cui si soggiorna (meglio se impregnate con insetticidi)
  • insetticidi per uso domestico
  • vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi ecc) di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare
  • repellenti sulle parti del corpo che rimangono scoperte, tenendo presente che il sudore ne riduce l'effetto.

Donne gravide e bambini dovrebbero consultare il proprio medico o farmacista prima di utilizzare questi prodotti, mentre particolare attenzione va posta ai bambini di età inferiore ai 3 mesi, per i quali l’utilizzo dei repellenti è sconsigliato. I repellenti di sintesi (tipo DEEt) in forma di crema o spray sono efficaci contro la Zanzara Tigre, ma devono essere utilizzati con cautela.

E’ importante ricordare che alcune zanzare vettori di questa malattia, come appunto la Zanzara Tigre, sono attive durante il giorno.

In caso di febbre di qualsiasi natura, soprattutto se accompagnata da dolori articolari, si raccomanda ai viaggiatori di rientro da  una zona in cui è presente la malattia di segnalare al proprio medico, o alla struttura ospedaliera a cui si sono rivolti, i Paesi in cui si sono recati.

 Evoluzione dell'epidemia di Chikungunya in Emilia-Romagna Riduci
L’epidemia di Chikungunya in Emilia-Romagna nel 2007 si è sviluppata inizialmente in 2 paesini della provincia di Ravenna: Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna. Lo sviluppo del focolaio epidemico nelle due frazioni è stato favorito dalla concomitanza di più fattori: l’alta densità della popolazione di Zanzara Tigre, le caratteristiche climatiche e ambientali, la presenza di una persona che aveva da poco contratto l’infezione all’estero in un Paese ove la malattia è presente.Nel mese di settembre si sono originati 5 focolai secondari dell’epidemia a Cervia, Ravenna, Cesena, Rimini e Bologna. Mentre i primi 3 hanno evidenziato relazioni con il primo caso identificato con il focolaio primario, per i focolai secondari di Rimini e Bologna, invece, non si è riusciti a ricostruire la catena epidemiologica. L’ultimo caso di malattia si è manifestato il 28 settembre 2007.In generale il rischio di contrarre malattie trasmesse da vettori è correlato a due fattori:1. rischio di introduzione del virus con la presenza di una persona infettata e in fase di viremia;2. rischio di trasmissione del virus attraverso insetti vettori competenti ed efficienti (intensità dell’infestazione, caratteristiche eto-biologiche, ecc.).La presenza del virus Chikungunya in Emilia-Romagna è stata controllata attraverso una capillare campagna di disinfestazione della Zanzara Tigre, misura efficace per ridurre il rischio di diffusione della malattia. Al tempo stesso, un adeguato uso di misure di protezione personale, può ridurre il rischio di punture e quindi di infezione da Chikungunya.


DENGUE VIRUS

La dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.

Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue è conosciuta da oltre due secoli, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in molte regioni tropicali. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, il cui incremento è dovuto all’aumentata frequenza di spostamenti di merci e di persone.

Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini.

La diagnosi è normalmente effettuata in base ai sintomi, ma può essere più accurata con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue. 

La misura preventiva più efficace contro la dengue consiste nell’evitare di entrare in contatto con le zanzare vettore del virus. Diventano quindi prioritarie pratiche come l’uso di repellenti, vestiti adeguati e protettivi, zanzariere e tende. Dato che le zanzare sono più attive nelle prime ore del mattino, è particolarmente importante utilizzare le protezioni in questa parte della giornata.
Per ridurre il rischio di epidemie di dengue, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia. Ciò significa eliminare tutti i ristagni d’acqua in prossimità delle zone abitate, ed effettuare vere e proprie campagne di disinfestazione che riducano la popolazione di Aedes.
Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, stanchezza e depressione possono permanere anche per alcune settimane. 


WEST NILE VIRUS


West Nile Virus (WNV) è un virus appartenente alla famiglia dei Flaviviridae che è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1937 nel distretto di West Nile, da cui deriva il nome.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, più frequentemente del tipo Culex, le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all'uomo.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile). Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona.
I sintomi più gravi (malattia neuro invasiva di West Nile) si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) e comprendono febbre alta, forti cefalee, debolezza muscolare e problemi neurologici. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un'encefalite letale o esiti permanenti. La forma grave della malattia interessa principalmente le persone anziane o con ridotta efficienza del sistema immunitario.

Per approfondimenti consultare la pagina dedicata di Epicentro, il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica (a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità).