Il monitoraggio regionale della Zanzara Tigre in Emilia-Romagna evidenzia una stagione estiva 2026 sopra la media
Il monitoraggio regionale tramite ovitrappole conferma densità di Aedes albopictus superiori ai valori degli ultimi cinque anni, con picchi particolarmente marcati a giugno e agosto. I dati raccolti supportano la programmazione degli interventi di controllo per la prossima primavera e arricchiscono la serie storica avviata nel 2008.
Come previsto dal protocollo, il monitoraggio regionale estivo della Zanzara Tigre (Aedes albopictus) nel 2026 si è svolto attraverso dieci turni di raccolta, effettuati da fine maggio a inizio ottobre. La rete di monitoraggio è costituita da 755 ovitrappole distribuite nei dieci Comuni capoluogo dell’Emilia-Romagna. Il mantenimento delle postazioni degli anni precedenti consente di proseguire il confronto con la serie storica regionale.
Le indicazioni preliminari, basate sui dati invernali 2025-2026 e sui modelli predittivi, lasciavano ipotizzare una diminuzione della popolazione di Zanzara Tigre o, comunque, un andamento in linea con gli anni precedenti. L’andamento osservato durante l’estate 2026 ha invece evidenziato uno scenario differente, come mostrano il grafico a sinistra, relativo all’andamento del 2026, e quello a destra, relativo all’andamento mensile della specie.


Tra maggio e luglio, le densità rilevate sono rimaste complessivamente in linea con i valori storici, fatta eccezione per un picco nella seconda metà di giugno, quando il numero di uova ha superato del 66% il riferimento storico, in concomitanza con temperature elevate.
La fase successiva ha mostrato un incremento più persistente. A partire da agosto, quando è stato raggiunto il picco di popolazione all’inizio del mese, le densità sono rimaste superiori alla media del quinquennio 2021-2025. Tra agosto e settembre, l’incremento medio è stato pari a circa il 44%, con valori di agosto mai registrati nelle precedenti stagioni di monitoraggio.
Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, la diminuzione delle temperature e l’accorciamento del fotoperiodo hanno favorito un rapido calo della popolazione. Nonostante questa flessione stagionale, i valori rilevati sono rimasti superiori del 62% al riferimento storico.
Un ulteriore elemento di valutazione proviene dalla rete di sorveglianza entomologica del virus West Nile , che utilizza trappole a CO2 per la cattura delle femmine. Nel 2026, i dati raccolti da 98 trappole hanno permesso di confrontare l’andamento regionale delle femmine di Zanzara Tigre catturate con i valori del 2025 e con la media del periodo 2020-2024.

Da maggio a settembre, il numero di femmine catturate ha mostrato una correlazione con i dati delle ovitrappole pari a R² = 0,70. Il risultato suggerisce una buona coerenza tra i due indicatori, pur riferendosi a fenomeni differenti: le ovitrappole misurano l’attività di deposizione delle uova, mentre le trappole a CO2 forniscono informazioni sulla presenza delle femmine in cerca di un pasto di sangue. L’analisi delle serie storiche annuali consentirà di approfondire ulteriormente questa relazione.
Nel corso della stagione, i laboratori Arpae di Modena e Forlì hanno conteggiato complessivamente 4.438.140 uova di Zanzara Tigre, circa il 24% in più rispetto al 2025.
Il confronto con la media del quinquennio 2021-2025 mostra un aumento delle densità in tutti i Comuni monitorati, seppure con intensità differenti.
Gli incrementi più marcati sono stati rilevati a Cesena (+62%), Bologna (+51%), Ferrara (+43%) e Reggio Emilia (+42%), come illustrato nell’infografica sottostante.

Queste differenze territoriali confermano l’importanza di disporre di dati geograficamente dettagliati, utili a individuare le aree in cui la specie è maggiormente presente e a orientare le attività di controllo in funzione delle condizioni locali.
I dati raccolti non rappresentano soltanto uno strumento per descrivere l’andamento stagionale della Zanzara Tigre, ma costituiscono anche una base operativa per la gestione del territorio.
Dal 2017, i risultati del monitoraggio mediante ovitrappole vengono utilizzati per elaborare mappe quantitative mensili per ciascun Comune monitorato. Queste mappe supportano la programmazione e l’indirizzo degli interventi antilarvali, anche nelle aree private, contribuendo a rendere più mirate le attività di controllo. Inoltre, i dati ottenuti permettono di calcolare l’indice epidemiologico R0 (Basic Reproduction Number), che consente di stimare il rischio epidemico in caso di introduzione di arbovirus di cui la Zanzara Tigre è vettore, come dengue, chikungunya e Zika.
Dal 2026 sono disponibili mappe settimanali estese all’intera regione, elaborate mediante modelli di machine learning . La maggiore risoluzione temporale offre nuove opportunità per seguire l’evoluzione della presenza della specie nel corso della stagione e migliorare il supporto informativo alle decisioni operative.