Sorveglianza delle zanzare in Europa: cosa fa l’Italia secondo il nuovo rapporto ECDC

Sorveglianza delle zanzare in Europa: cosa fa l’Italia secondo il nuovo rapporto ECDC

Il nuovo rapporto ECDC fotografa le strategie di sorveglianza e controllo delle zanzare del genere Culex ed Aedes invasive in Europa. L’Italia emerge come uno dei Paesi dotati di un sistema articolato di monitoraggio e controllo, pur con alcuni margini di miglioramento.

L’Europa sta affrontando stagioni di trasmissione delle arbovirosi sempre più lunghe e intense. Cresce l’importanza di Culex pipiens, vettore del virus West Nile (WNV), di Aedes albopictus, vettore di Chikungunya, Dengue e Zika, e del rischio di introduzione di Aedes aegypti, specie di particolare rilevanza sanitaria perché vettore di elezione del virus Dengue.

Il nuovo rapporto dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), pubblicato il 20 agosto 2026, descrive l’organizzazione delle attività di sorveglianza e controllo dei vettori in 26 Paesi europei.

Tra il 2020 e il 2025, la sorveglianza di Culex è stata attivata in 17 Paesi, mentre quella delle zanzare invasive del genere Aedes in 20. Le strategie adottate risultano tuttavia molto eterogenee e differiscono per responsabilità istituzionali, fonti di finanziamento, metodologie e modalità di intervento.

 

L’Italia è uno dei Paesi esaminati nel rapporto che è consultabile al link https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/surveillance-and-control-culex-mosquitoes-and-aedes-invasive-mosquitoes-europe

Un elemento particolarmente interessante riguarda il finanziamento delle attività. Tra i Paesi che effettuano il controllo di Culex, Italia, Croazia e Serbia presentano finanziamenti sia preventivi sia reattivi descritti come ad hoc e limitati nel tempo. Allo stesso tempo, l’Italia è uno dei quattro Paesi che dichiarano di disporre di un budget sufficiente a coprire le proprie necessità.

Il messaggio centrale del rapporto è che la sorveglianza non dovrebbe essere considerata un'attività separata dal controllo. Informazioni relative alla presenza, abbondanza, stagionalità dei vettori, così come al tasso d’infezione e alla resistenza agli insetticidi devono diventare strumenti operativi per valutare il rischio e pianificare gli interventi.

L’ECDC individua diverse priorità per i prossimi anni: finanziamenti più stabili, formazione del personale, maggiore coordinamento tra enti, definizione di obiettivi misurabili, qualità e standardizzazione degli interventi, monitoraggio della resistenza agli insetticidi e una migliore integrazione dei dati entomologici nei sistemi di allerta precoce.

Per l’Italia, il rapporto conferma la presenza di una componente importante di sorveglianza entomologica e gestione integrata del vettore, evidenziando però la necessità di rendere sempre più strutturale il collegamento tra dati entomologici, rischio epidemiologico e decisioni operative.

La sfida dei prossimi anni sarà costruire un sistema sempre più integrato, nel quale sorveglianza e controllo operino come strumenti complementari di prevenzione, supportati da una valutazione sistematica dei costi e dei benefici degli interventi.