EpiOutlook: la nuova frontiera europea per prevedere il rischio di arbovirosi e malattie sensibili al clima

EpiOutlook: la nuova frontiera europea per prevedere il rischio di arbovirosi e malattie sensibili al clima

I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente la distribuzione geografica e la stagionalità di numerose malattie infettive. Temperature più elevate, variazioni delle precipitazioni e fenomeni meteorologici estremi stanno creando condizioni sempre più favorevoli alla diffusione di vettori come zanzare, zecche e pappataci, aumentando il rischio di trasmissione di patogeni emergenti anche in aree finora considerate a basso rischio.

In questo contesto nasce EpiOutlook (https://epioutlook.bsc.es), una piattaforma europea sviluppata nell’ambito del progetto IDAlert, con l’obiettivo di fornire strumenti avanzati di previsione e allerta precoce per le malattie infettive sensibili al clima. La piattaforma integra previsioni climatiche stagionali, dati ambientali ed epidemiologici e indicatori di rischio per supportare le decisioni di sanità pubblica con un orizzonte temporale che può arrivare fino a sei mesi.

L’approccio adottato da EpiOutlook rappresenta un’evoluzione rispetto ai tradizionali sistemi di sorveglianza, che spesso consentono di osservare il fenomeno solo quando è già in corso. Grazie all’utilizzo di previsioni climatiche sub-stagionali e stagionali, il sistema mira invece ad anticipare le condizioni favorevoli alla trasmissione di diverse malattie, consentendo una pianificazione più efficace delle attività di prevenzione e controllo.

Tra gli indicatori attualmente sviluppati figurano dengue, chikungunya, Zika, West Nile, malaria, leishmaniosi e malattie trasmesse da zecche. La piattaforma considera inoltre condizioni ambientali come la siccità, tra i fattori riconosciuti come in grado di influenzare indirettamente la dinamica di molte infezioni.

Uno degli aspetti più innovativi di EpiOutlook è il suo approccio multi-modello. Le previsioni vengono elaborate combinando diverse metodologie, tra cui modelli basati su soglie climatiche, algoritmi di machine learning e modelli meccanicistici di trasmissione. A questi si aggiungono informazioni relative all’uso del suolo, alle condizioni ambientali, ai flussi di viaggio, alla vulnerabilità della popolazione e alla presenza di ospiti animali coinvolti nei cicli di trasmissione.

Per l’Emilia-Romagna, EpiOutlook potrebbe rappresentare un importante strumento complementare al consolidato sistema di sorveglianza One Health. L’integrazione dei  dati della sorveglianza integrata con le previsioni climatiche stagionali potrebbe infatti consentire di sviluppare modelli previsionali ancora più accurati per virus come West Nile, dengue e chikungunya.

In prospettiva, l’utilizzo operativo di strumenti come EpiOutlook potrebbe permettere di identificare con maggiore anticipo le aree a rischio, ottimizzare la pianificazione dei controlli entomologici, orientare le attività di comunicazione rivolte ai cittadini e supportare le decisioni delle autorità sanitarie regionali.

L’esperienza maturata dall’Emilia-Romagna nella raccolta sistematica di dati entomologici ed epidemiologici rappresenta un patrimonio informativo di enorme valore, che potrebbe contribuire significativamente allo sviluppo e alla validazione di questi nuovi sistemi di allerta precoce. In un contesto climatico in rapida evoluzione, la combinazione tra sorveglianza territoriale e capacità predittiva appare infatti una delle strategie più promettenti per affrontare le sfide future della sanità pubblica.