Sorveglianza entomologica dei virus West Nile e Usutu in Emilia-Romagna nel 2026
Dall’inizio di maggio ha preso avvio, come di consueto, la sorveglianza entomologica dei virus West Nile (WNV) e Usutu (USUV) per la stagione 2026. L’attività è prevista dal Piano Regionale di sorveglianza e controllo delle Arbovirosi per rilevarne il più precocemente possibile la circolazione.
Il Piano Regionale Arbovirosi 2026 conferma la strategia di prevenzione messa in atto nelle precedenti stagioni estive, con l’impegno diretto del Settore regionale Prevenzione collettiva e Sanità pubblica e il coinvolgimento di IZSLER (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna "Bruno Ubertini"), Aziende USL, Comuni e CAA (Centro Agricoltura Ambiente “G. Nicoli” – Crevalcore) nelle attività di sorveglianza e prevenzione delle malattie trasmesse da vettori.
Per quanto riguarda la sorveglianza entomologica è confermato il campionamento delle zanzare mediante 98 trappole attrattive ad anidride carbonica, attivate in postazioni fisse georeferenziate ogni 2 settimane, dal 4 maggio al 18 ottobre.

Le zanzare catturate vengono testate per la presenza dei virus West Nile e Usutu fino a circa metà ottobre. La sorveglianza entomologica è strettamente integrata con quella veterinaria sugli uccelli selvatici (sorveglianza attiva e passiva), sui cavalli (sorveglianza passiva) e con quella umana secondo un approccio integrato OneHealth.
Il sistema di sorveglianza regionale, attivo in modo continuativo dal 2008, permette una precoce rilevazione della circolazione del virus West Nile e l’attivazione tempestiva di misure preventive per la riduzione dei rischi sanitari, tra cui:
- il controllo delle donazioni di sangue;
- la sorveglianza su organi e tessuti destinati ai trapianti;
- l’attivazione di interventi straordinari di disinfestazione nelle province interessate da accertata circolazione del virus.
I dati raccolti dalla sorveglianza entomologica permettono inoltre di:
- effettuare confronti storici sulle dinamiche di popolazione del vettore Culex pipiens;
- valutare la biodiversità dei culicidi presenti nella pianura regionale;
- supportare il piano di sorveglianza delle zanzare invasive, incluse specie potenzialmente coinvolte nel ciclo WNV come Cx. perexiguus;
- contribuire allo sviluppo di modelli previsionali sull’andamento del vettore Cx. pipiens, analizzando l’influenza delle variabili meteorologiche ed ecologiche (ad esempio temperatura e biodiversità della comunità ornitica) sulla diffusione del virus;
- fornire dati sulla presenza e densità dei flebotomi (pappataci) in pianura.
La mappa mostra la posizione delle 98 stazioni di sorveglianza in Regione (pallini arancioni).

La rete regionale consente anche il monitoraggio dei pappataci, in considerazione dell’aumento dei casi di infezione da Toscana virus e Leishmania, di cui questi insetti sono vettori. Sebbene la pianura non rappressenti l’habitat più favorevole per questi insetti, che ritroviamo più abbondanti in ambito collinare, negli ultimi anni si è osservato un loro incremento anche in questo contesto, registrato proprio grazie alla rete di trappole WNV.
Infine, nel 2025 la rete regionale ha permesso di rilevare la presenza di Cx. perexiguus, una nuova zanzara per l’Emilia-Romagna, rilevata a basse densità ma potenzialmente coinvolta nel ciclo di trasmissione del virus West Nile.