Culex perexiguus: una novità per l’Emilia-Romagna
Nella stagione 2025 la zanzara Culex perexiguus è stata rinvenuta per la prima volta in Emilia-Romagna in 22 siti della pianura, tra inizio settembre e ottobre, grazie alla rete di monitoraggio entomologico regionale per la sorveglianza di West Nile Virus (WNV). Culex perexiguus, appartenente al complesso Culex univittatus, è una specie di crescente interesse per l’entomologia medica e veterinaria, soprattutto alla luce della sua espansione geografica e del suo potenziale ruolo nella trasmissione di arbovirus. Storicamente considerata tipica delle regioni calde e semi-aride dell’Africa e del Medio Oriente, negli ultimi anni la sua presenza in Europa è stata documentata con maggiore chiarezza e frequenza, attirando l’attenzione di ricercatori e istituzioni sanitarie.
In Europa la specie è attualmente segnalata in diversi Paesi del bacino mediterraneo. E’ stata osservata in Spagna, in particolare nelle regioni meridionali e lungo la costa mediterranea, dove monitoraggi entomologici ne hanno confermato la presenza stabile. Evidenze puntuali la indicano inoltre in Grecia, Cipro e in alcune aree della Turchia europea. La sua presenza più a nord rimane al momento limitata, verosimilmente a causa delle esigenze ecologiche legate a climi caldi. La prossimità geografica con regioni del Nord Africa, dove la specie è comune, suggerisce che l’espansione verso l’Europa meridionale sia in corso e potenzialmente favorita dal riscaldamento climatico.
Dal punto di vista trofico, Cx. perexiguus mostra una spiccata ornitofilia, con preferenza per uccelli acquatici legati a zone umide, collocandosi in una posizione chiave nel ciclo enzootico di diversi arbovirus, in particolare di West Nile Virus. Studi condotti in Spagna indicano che la specie può effettuare pasto di sangue anche su alcuni mammiferi, compresi i cavalli.
Utilizzando variabili ambientali e climatiche è stato applicato un primo modello ecologico (Ecological niche model) per stimare la possibile distribuzione della specie nella pianura emiliano-romagnola. La mappa preliminare evidenzia il legame della specie con ambienti di aree umide caratterizzati da una maggiore presenza di uccelli possibili serbatoi di WNV, precipitazioni relativamente più elevate e temperature massime a fine stagione più alte.
Nella mappa sottostante i pallini bianchi indicano le 22 trappole in cui è stata osservata la specie, mentre il “suitability index” rappresenta la probabilità di presenza della specie con una risoluzione spaziale di 1 km.

La presenza di Cx. perexiguus in Emilia-Romagna introduce un nuovo attore potenzialmente capace di rafforzare il ciclo enzootico di WNV nelle zone umide di pianura. La fenologia tardiva della specie, con picchi a fine estate-inizio autunno, potrebbe inoltre contribuire a prolungare la finestra di trasmissione di WNV oltre il periodo di massima abbondanza di Cx. pipiens, estendendo il rischio di circolazione più avanti nella stagione.