Dinamica dei flebotomi nella pianura dell’Emilia-Romagna e patogeni correlati
I flebotomi (Diptera: Psychodidae, Phlebotominae) sono vettori ematofagi di rilievo medico e veterinario, con distribuzione storicamente associata alle aree mediterranee e sub-tropicali.
Questi piccoli ditteri notturni sono noti soprattutto per la trasmissione di virus come il Toscana virus (TOSV) e protozoi del genere Leishmania, agenti eziologici rispettivamente di meningoencefaliti nell’uomo e di forme cutanee e viscerali di leishmaniosi nell’uomo e della leishmaniosi canina. Inoltre, diversi virus, come il Fermo virus, sono stati isolati dai flebotomi, anche se il loro potenziale patogeno non è chiaro.
In Emilia-Romagna l’ambiente collinare è quello più adatto allo sviluppo dei flebotomi, che in queste aree possono raggiungere abbondanze molto elevate. La pianura presenta condizioni meno favorevoli allo sviluppo di questi insetti, anche se negli ultimi anni si osserva un loro aumento anche in questo ambiente. Utilizzando i dati di cattura di flebotomi nelle trappole a CO2 della rete di sorveglianza entomologica a West Nile Virus (WNV) è stato possibile effettuare un confronto sulla densità e distribuzione di questi vettori nelle aree di pianura negli ultimi anni.
La media annuale di flebotomi (n.flebotomi/trappola/notte) e la percentuale di trappole di pianura con almeno un flebotomo vengono riportate nei grafici sottostanti.

Dopo una crescita del numero di flebotomi registrata dal 2018 al 2022, si evidenzia una flessione della densità di flebotomi in pianura fino al 2025 probabilmente legata anche a condizioni climatiche sfavorevoli.
Nella figura sottostante viene mostrato il numero totale di flebotomi catturati nei diversi siti di campionamento della rete di sorveglianza WNV per ciascun anno di monitoraggio.

Un numero medio più rilevante di flebotomi calcolato nei 4 anni di analisi è stato registrato nelle province di Bologna, Forlì-Cesena, Modena e Rimini, mentre le aree di bassa pianura si confermano poco favorevoli.
Anche nel 2025 come negli anni precedenti, si confermano due specie rilevate tramite riconoscimento al microscopio dopo chiarificazione: Phlebotomus perfiliewi e Phlebotomus perniciosus, entrambi presenti in più della metà delle trappole attivate.
Vengono di seguito riportate le mappe di confronto e le percentuali regionali di pool positivi nelle trappole CO2 di pianura per Leishamania spp., Toscana virus e Fermo virus, la cui potenziale capacità patogena non è ancora nota, nei 4 anni (i cerchi colorati nelle mappe rappresentano la presenza del virus e non la quantità di pools positivi).

Nel 2025 si nota una netta diminuzione di incidenza dei patogeni rinvenuti (province di Parma, Forlì-Cesena e Rimini) legata al forte calo di densità di flebotomi in pianura. Resta comunque evidente che la co-circolazione dei diversi patogeni è stata individuata in tutti gli anni.
Il rischio legato ai patogeni trasmessi dai flebotomi, Leishmania e TOSV, è più alto negli ambienti collinari, dove tali ematofagi sono più abbondanti, ma il ritrovamento di pool positivi evidenzia come questo rischio non sia nullo in pianura. Corrispondentemente al calo dei flebotomi e della circolazione di patogeni nel 2025 si evidenzia che i casi notificati a livello regionale nell'uomo sono stati 43 di encefalite da Toscana virus (in calo del 28% rispetto al 2024) e 73 di leishmaniosi tra forme viscerali e cutanee (in calo del 30% circa rispetto al 2024).